«Mourad, un gesto d’amore che va oltre il grande dolore»

Sulla bara bianca una promessa solenne: “Always and Forever”.

Di Rossella Liguori

«Grazie per questo atto d’amore». E dalla chiesa di San Giacomo Maggiore a San Valentino Torio sono lacrime ed applausi che trasformano il dolore in vita nuova. Il piccolo Mourad, 7 anni, ha donato la luce ad altri bimbi. Ha regalato un futuro fatto di sogni e desideri a chi non ci credeva più. Il suo cuore batterà nel petto di un altro bambino, i suoi polmoni aiuteranno a respirare vita, le sue cornee a rivedere il mare e le vallate. Mourad vivrà così: attraverso gli altri, nel suo profondo atto di amore per gli altri. Un segno di generosità della famiglia che ieri, davanti all’elettroencefalogramma ormai piatto, ha dato il consenso per l’espianto offrendo amore come una promessa di eterno. L’addio al piccolo, con la passione per il karate, ha colorato il cielo di bianco ed azzurro, dove i palloncini si sono liberati sospinti dal vento. Accanto al feretro, il papà, Hedi Boulila, la sorella Ornella, le nonne, gli zii. È il terzo funerale in pochi giorni. Prima Jemila, 14 anni, che nel terribile incidente di domenica scorsa sulla A30, ha perso la vita sul colpo; poi, Rosario Langella, 16 anni, fidanzatino della giovane, morto il giorno dopo.

Giusy Ruocco Sorrentino, la mamma di Jemila e Mourad è ricoverata, sedata, le sue condizioni sono stabili, la prognosi resta riservata. Lei, che non sa cosa sia accaduto ai suoi bambini, compare su tutti i manifesti. Un destino spietato che non le ha neppure concesso l’addio ai suoi figli. Mourad con i suoi occhi scuri sorride da una foto poggiata sulla bara bianca e stampata sulle magliette. Sulla bara bianca una promessa solenne: “Always and Forever”. Un marchio a fuoco che è di presenza e ricordo. «La comunità scolastica dell’istituto comprensivo è in lutto – dice una docente – Grazie per la forza di un gesto capace di trasformare il dolore».

La celebrazione officiata dal vescovo, monsignor Giuseppe Giudice, che ha parlato dello splendore di un gesto per gli altri che ha significato mettere da parte il dolore, la morte, per celebrare la vita. Antonella Panorano è la maestra del piccolo e racconta l’ultima volta che si sono visti a scuola. «Mi ha detto: “Ciao maestra, ci vediamo lunedì”. Io gli ho risposto: “Ciao Mourad, a lunedì”. È stato il nostro ultimo saluto venerdì all’uscita di scuola. Da oggi il suo banco vuoto, il suo silenzio assordante farà male.

La notizia della sua morte è stata una pugnalata al cuore. Se lo rimproveravo mi guardava con quegli occhioni meravigliosi e un sorriso a 32 denti ed il gioco era fatto. Non posso pensare che non lo vedrò più correre, ridere, parlare. La seconda B non sarà più la stessa classe». A ricordare Mourad anche la mamma di un suo amichetto. «Quando arrivava in palestra si sentiva la presenza, sempre sorridente salutava tutti gli amici e se mio figlio era distratto si avvicinava per battere un cinque. Spesso arrivava con la sorella Jemila, sempre pronta a tenergli il borsone e in prima fila a scattargli foto quando era in gara. Comunicare la tua notizia a mio figlio non è stato semplice, ma sono sicura che Christian lo porterà per sempre nel suo cuoricino». Commosso il sindaco di San Valentino Torio, Michele Strianese. «Un gesto d’amore bellissimo che in parte ci consola in questa grande tragedia. Mourad ha donato vita e speranza ad altri bambini. E lui vivrà così. Sono accanto alla famiglia, in un momento così doloroso ha compiuto un gesto straordinario che ci avvolge. Aver avuto una sensibilità unica e non è un fatto comune. Stiamo vivendo dei giorni di grande sofferenza. Jermila e Rosario sono stati seppelliti accanto, e vicino ci sarà anche Mourad».

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